Roberto Ghezzi/Il racconto artistico della natura

a cura di Romina Ciulli e Carole Dazzi

Installazione ambientale in Islanda

La ricerca artistica di Roberto Ghezzi si basa su un interesse costante per il paesaggio naturale e scaturisce dall’esigenza di instaurare un rapporto più profondo con esso, che non sia solo rappresentazione, ma soprattutto partecipazione. Le sue sperimentazioni, infatti, avvengono direttamente all’interno di spazi naturali preventivamente scelti, e si compongono di opere concettuali innovative, sviluppate attraverso un approccio umanistico-scientifico. Un processo metodologico bivalente, nel quale l’estetica dell’arte si intreccia con la dimensione creativa della natura stessa. Nasce così il suo ciclo di creazioni definite con il termine Naturografie, ovvero installazioni che prendono forma grazie al contatto diretto con differenti contesti paesaggistici, dove è proprio la natura ad assumere il ruolo di artefice dell’opera d’arte. Continua a leggere

Who’s next?… Dick Ket

a cura di Valentina Biondini, appassionata di arte e letteratura

Autoritratto

Who’s next? Dick Ket, un pittore olandese tuttora circondato da un’aura di fascino sia per la sua arte, sia per la sua vita piena di ironia e di tragedia. Arte e vita, le sue, paragonabili entrambe a una bellissima piuma caduta sulla terra che all’improvviso vola via per la forza del vento. Dapprima influenzato dal postimpressionismo, successivamente si avvicina al movimento della Neue Sachlichkeit (Nuova oggettività) e, infine, approda al cosiddetto Magischer Realismus (Realismo magico). Continua a leggere

Open dialogues: Cenzo Cocca

a cura di Margaret Sgarra, curatrice di arte contemporanea

Friscura

Cenzo Cocca, nato a Ghilarza, ha fatto del ricamo la sua cifra stilistica, mettendo in connessione fili e riflessioni. Formatosi all’Accademia di Sartoria, coniuga il tessile con l’arte contemporanea, dando vita a installazioni ibride piene di significati nascosti.

La tua ricerca artistica ha come elementi di riferimento il ricamo e la scrittura. Puoi raccontarci perché hai scelto queste due modalità visive all’interno del tuoi lavori?

Credo sia stato un passaggio molto naturale. Nel 2014 ho deciso di seguire un desiderio: quello di imparare a cucire. Ho iniziato con un corso base e, l’anno successivo, nel 2015, ho scelto di intraprendere un percorso accademico che mi ha permesso di approfondire la tecnica. Continua a leggere

Monica Carrera/Lo sguardo si fa narrazione

a cura di Romina Ciulli e Carole Dazzi

Sette cucchiaini per la fine del mondo (2021)

Il lavoro artistico di Monica Carrera è caratterizzato da un linguaggio minimale per mezzo del quale vengono indagate tematiche legate all’essere umano, alle esperienze personali e all’ambiente in cui viviamo. Un’arte concettuale, anzi concettualmente empatica, intima e collettiva, ottenuta grazie all’uso di vari medium, ma in particolare attraverso la fotografia. Le sue immagini fotografiche, infatti, sono ibridate con altre forme espressive e, trasformandosi in installazioni o sculture, danno vita a delle vere e proprie opere narrative. Continua a leggere

Open dialogues: Giada Degortes

a cura di Margaret Sgarra, curatrice di arte contemporanea

Intervistiamo Giada Degortes, giovane fotografa e regista sarda, che attraverso il suo immaginario artistico riesce a fondere storie reali, potenti e collettive, con la propria esperienza interiore e personale.

Che cosa rappresenta per te la fotografia e cosa vuoi trasmettere con i tuoi lavori?

La fotografia rappresenta per me un mezzo di espressione potentissimo. Sappiamo bene che il nostro inconscio agisce principalmente per immagini, memorizzando in maniera nitida forme e colori anche a distanza di tempo. Queste immagini sono i tasselli preziosissimi che compongono il nostro immaginario, alimentano la nostra fantasia e condizionano le nostre scelte. Per questo motivo la comunicazioni visiva è cosi potente. Continua a leggere